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venerdì 7 ottobre 2016

Non tutto è perduto



Come succede da sempre
non tutto quello
che non si trova
è andato perduto.
Oggi, per esempio,
avevo dimenticato
di essere uscito di casa
con l’eskimo
e non col giacchetto,
tutti e due al momento
non ancora riposti
dentro l’armadio.
Lo racconto
perché mi capita spesso
di lasciare
il telefono in macchina.
Sbadato da sempre,
frastornato da quello che faccio
certe volte mi caccio
in budelli della mente
dove il pensiero si perde
come il verde nel verde.
Ristagno
come il ragno nella tela
in assenza di mosche.
Quando tutto
è tornato alla mente
il passato e il presente
ho riscritto la procedura
dei gesti da fare
per non trovarmi a pensare
che sono passato
dal buco della serratura
quando invece
mi son tolto le scarpe
per non sporcar con la pece
che vi si è attaccata
il pavimento.

Gioacchino Ruocco
03/10/016

Inserita nella raccolta “Alzaimer”

martedì 14 aprile 2015

Un uomo di sogni e di lavoro







Riposa su quel fiume ormai cloaca
di bitume e liquami che scorre
come se il mondo a monte
facesse solo morchia,
il ricordo di un uomo
che nel suo silenzio, lo cavalcava
quando le acque limpide
arrivavano ai suoi piedi
o ne traeva anguille
che davano vertigini alle mani
per afferrarle.

Viveva una vita di intrepido lavoro
nei campi, dentro l’ILVA e in famiglia.
Sarchiava,  irrigava e raccoglieva
quello ch’era  già quasi maturo, da mercato
e assecondava gli altri come un garzone
che rassicura  il bene al suo padrone.

Fermo sull’uscio raccoglieva nel petto
il fumo di tabacco che lo rabboniva
e solo per diletto rimandava in giro nell’aria
come segnali di una tribù indiana.

Il cane lo guardava e s’accucciava al suo cospetto 
aspettando un comando
per andare in giro per i campi
dove gli uccelli stanchi
restavano annidati e in gran silenzio.

Vivo nel cuore respirava appena.
I suoi sogni inseguivano la calma dietro il fico
dove bastava un alito di vento
a smorzare il fastidio di una mosca.

Intorno a lui regnava la quiete
con il respiro sospeso 
tra un battito di ciglia e uno d’ali,
tra il brusio del mare e il cinguettio dei passeri
sul tardo pomeriggio ormai stanco
del fraseggio dei voli di farfalle
e pipistrelli sul farsi della sera.

La notte con un battito tranquillo
s’addormentava  per svegliarsi all'alba
accarezzando  con lo sguardo i figli
mentre la moglie gli preparava l’orzo
che beveva d’un fiato s’era tardi.

Gioacchino Ruocco

Ostia Lido       14/04/2015

Inserita nella raccolta “Tempo al tempo”