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mercoledì 9 novembre 2016

Mata Hari



Accadde che un giorno
tutti impazzirono.
Salirono al piano secondo
e portarono via
la donna più bella del mondo.
Nessuno le tolse la pace
che aveva nel cuore,
neppure quando
le dissero
che andava a morire.

Consegnò il suo testamento,
sbrigò l’estreme faccende,
si vestì per uscire
come ogni giorno
faceva da sempre.
Indossò le calze di seta
e le scarpe col tacco alto
diventando più bella.

Mise il cappotto,
sul pesante chimono,
un cappello di paglia
per tenere i capelli
che legò sotto il mento
per non perdere tempo
a inseguirlo
per un colpo di vento.

Non provò né tristezza
o sollievo.
Uscì dalla cella
come usciva ogni giorno di casa.
Neppure una lagna
in aperta campagna.
Lasciò la sua  vita tranquilla.

Guardò in faccia la morte,
sapeva quel che faceva.
Capì che di lì a poco
sarebbe  finito
il giorno più amaro
dopo lo sparo.

Gioacchino Ruocco
Ostia Lido       10/11/016


lunedì 7 novembre 2016

Vorrei una sola notizia



Vorrei una sola notizia
che il giornale non mi racconta
da giorni e giorni
di immensa mestizia.

Nel cuore ritorna lo strazio
di quella bomba
che cadeva ogni notte
a due passi da casa.

Sbagliava obiettivo.
non voleva far danni a nessuno,
ma la terra di ortaggi
soffriva della nostra tristezza,

della nostra impotenza
a non poterla difendere.
Ripianavamo il terreno
e le schegge raccolte

le pagavano soltanto a due lire,
ancor meno delle patate
che quell’anno
non misero fuori

nemmeno un fiore.
In giro c’è gente che muore
perché in giro c’è gente
che fa da sempre la guerra

e distrugge nel cuore della terra
i germi della ragione
delle piante del pane
di quelle che danno fiori di pace

di quelle che gli uccelli
hanno bisogno
per restare sul posto
al fianco dell’uomo

per far rinascere il bosco
distrutto, bruciato
dal fuoco e dal pianto
di sale e menzogne.

Vorrei una sola notizia,
ma forse la pace
non sa la delizia del canto
che fanno le foglie,
i figli, le moglie
sul calar della sera
quando il cielo senza bufere
si attarda sulle nostre vite
per darci la buonasera
e un sonno tranquillo
che da tanto aspettiamo
per sognare il paradiso
che ci è stato promesso
su questa terra
e l'assenza di guerre.

Gioacchino Ruocco

08.11.016            Oatia Lido

domenica 6 novembre 2016

Un santo ….




Ogni volta che mi sono confessato
mi sono sentito tutto un peccato,
un’anima in pena
senza ne capo ne coda.

La mia mente,
piena di memorie travisate dal tempo,
dai residui di guerra,
sulle dune a mostrare
una piaga subita nel farla,
dalle grida di spavento
anche se il vento
agitava soltanto le foglie
da un albero rimasto in piedi
di corredo alla casa
per il fresco e un poco di frutta,
avevano fatto più brutto, più aspro
il tempo avvenire.
E’ andato a finire
che nato in un giorno di luglio
mi sentivo estraneo
al subbuglio che la vita creava
e metteva davanti
fin dentro la casa
con chi ti diceva
se era buono o cattivo
quel che facevi.

La prima volta
mi persi smarrito
nelle parole di chi mi chiedeva
se avevo qualcosa da dire.

Non riuscivo a capire,
nonostante gli insegnamenti,
perché dovevo pentirmi
di quel che facevo,
dovevo sentire vergogna
per quel che dicevo,
per il mondo che ormai
avevo dentro di me:
di soldati pronti a sparare,
delle bombe che davano al cuore
il terrore ed il pianto.

Ma un santo chi era  ?
Non l’avevo capito
e ancor non lo so.
Un uomo senza prurito ?
Intorno non c’era nessuno.
Eravamo ancora sporchi di fango
di terra, di guerra
e di notte piangevo ad ogni rumore
che faceva tremare la casa.

Il peccato è una grande passione ?
Sarebbe così
la parte più buona di me
per la quale, penitente incallito,
mi gratto ancora se sento il prurito
di idee, di un animo e un cuore,
di gioie e dolori,
di noie e passioni graffianti
manco se fossi un artista,
un credente o soltanto sfascista……

Gioaccino Ruocco

Ostia Lido                               06.11.016 

sabato 5 novembre 2016

La pace del mondo…

La pace del mondo…


Sento più no che si!
C’è più gente che pensa ?
Nell’indifferenza
non c’è avvenire,
come nella violenza del dire,
del fare, per non fare
perché pensi ?

Quando mai hai pensato
alla rabbia
che anche ieri soffrivi
e vendevi al primo passante ?

La vita è di tutti,
ma non dei farabutti
che vanno facendo
terra bruciata
se poi per mesi
non arano il campo
dalle mine,
dall’ingrato soffrire,
dal pianto pieno di sale
che brucia il terreno
senza dargli la gioia
di germogliare,
che brucia i sospiri,
i ricordi anche amari
per farti soffrire
nelle piaghe in cancrena.

Se la vale la pena
di fare la guerra
più forte la vale
la gente che spera
di vivere in pace
senza tanto soffrire.

I santi non possono fare
più grazie,
ma farci pensare
a una vita diversa
con la gioia di dare
a chi è incapiente
e può darci la gioia
di accogliere
il frutto più dolce
che gli portiamo
la pace del mondo
che tutti agogniamo.

Gioacchino Ruocco
Ostia Lido     06.11.016



Chi ti tradisce



Chi ti tradisce
deve per forza sapere
cos’è la fine del mondo!
Avrà già provato
l’effetto dei terremoti
nel centro della magnitudine più intensa.

Avrà ingoiato la disperazione
con tutta la bava cocente
che brucia
più della lava
di tutti i vulcani.

L’unica cosa indecente
è appunto il tradire,
non fare presente
il proprio soffrire
e mentire
per non riuscire a dire
il proprio livore.

L’acidità del cuore
fa brutti scherzi
e i sesterzi non sono bastati,
neppure le lire
e adesso gli euri
a sottrarsi ad ogni rapina subita
anche se diluita nel tempo
ai margini di una vita
che ha tolto
senza mai dare
neppure un’ombra
sotto il sole cocente.

Gioacchino Ruocco

Ostia Lido           06.11.016

venerdì 4 novembre 2016

Perdo sonno...

Perdo sonno di notte,
perdo pace di giorno.
Di notte
non vivo sogni tranquilli,
di giorno
sto sugli spilli di sguardi
come osservato speciale
per quello che faccio,
per quello che dico,
per come io guardo,
se sono scontento,
se penso, se dico,
raccontando il dissenso che vivo.

Son rimasto coi piedi nel fango
del giorno che venne il diluvio,
da quando ho dato e riavuto
un sorriso ed un pezzo di pane
accorgendomi che non ero il cane
che la signora chiamava,
che rischiavo di diventare il trastullo
di quella  che ho preso per mano.

Perdo tempo di giorno
per fare qualcosa.
Non sono più bravo a far nulla.
Ne a dare, ad avere
ma soltanto a donare
uno sguardo, una buona parola
per non fare la guerra,
chè ogn’idea si avveri
e ognuno ritrovi se stesso
correndo, giocando
a nascondino
nella speranza
di ritrovarmi bambino
alla meta
il primo salvato,
seppure nel gioco,
mentre sono
nel fuoco che brucia
parola dopo parola.

Gioacchino Ruocco

05.11.016            Ostia Lido

martedì 1 novembre 2016

Luigi Denza



'O tiempo mio
io m''o so' guduto.
Io stevo 'e casa 
dint''o palazzo all'angulo
da via 'nfronte 'o mare.
Giravo 'o munno 
e quanno riturnavo
tenevo a nnante 'o paraviso 'e chistu mare
ca m'avite miso a rete 'e spalle
prucurannemo n'attimo 'e brunchite.

'O mmarmo ca nun supporta 'o mare 
me fà venì 'o prurito
cu 'a salina
ca se 'nfizza, se ntrufula, s'accasa
sotto a sta sciassa ch'è rimasta a stessa
'a quanno m'hanno fatto 'o monumento.

Quann'ero vivo m''a cagnavo spisso,
pe cumparè o pe stà cchiù frisco,
mentre sunavo.

Ve cumpiatisco
ma stu penziero
ca pe me ata avuto
'e fa 'a villa nova
chi 'o sà
quanno 'a fernesceno
ca stanno a rompe ll'ove
senza fà po' cchiù niente.

Io sto perdenno 'o suonno e 'a fantasia!
Na nota ch'è na nota nun se sente
attuorno è nu burdello sulamente
rummore, maletiempo e fetenzia

jastemme 'e ggente ca nun crere a Ddio
'e chillo ca se fanno 'e fatte ll'oro.
Nu juorno 'e chisto faccio 'a fessaria
me piglio 'o busto e torno a casa mia.

Gioacchino Ruocco
Ostia Lido  31.10.2016