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giovedì 26 luglio 2018

Attraversa i binari senza guardare....





Attraversava i binari

Attraversava i binari
senza guardare
mentre il treno
correva senza 
star li a pensare
che lungo la  tratta
qualcuno l’avrebbe rifatto.

Bastava uno sguardo,
sentire il suo rumore
per rimandare
a un altro giorno
il dolore
che avrebbe portato.

Bastava, ma pensando
ad altro, non è stato
quel giorno
diverso dagli altri.
Il sogno arrivato
negli occhi
che da anni
non si chiudevano
nel racconto
che gli amici
hanno fatto.
Si era distratto
a ragione.

Li attraversava da anni
con tanta attenzione.
Erano anni che i binari
erano immersi nell’erba
ma l’aria era acerba quel giorno,
non adatta a soffrire.
Doveva lenirla,
levarsi di dosso
l’osso di Adamo
e farle capire
il dono
di una carezza.

La paretaia
era piena di uccelli,
ma quella
era un’altra ragione
per non morire.

Gioacchino Ruocco
23.07.018   Ostia Lido

domenica 7 febbraio 2016

e nella bocca un bacio…





Sto guadagnando ancora con fatica
il mio tepore affianco al corpo tuo.
Il giorno si dilata e mi sconfina
oltre la strada che mi chiede di fare
quello che ho da fare fino in fondo,

una giornata che mi sembra lunga
più del necessario,
che ha rischiato di perdermi ogni tanto
se non fosse stato
per il santo che mi porto dentro.

Per distrarmi mia accomuno agli uccelli,
ai poeti per conservare alle parole il mio candore,
per non annoiarti con le mie pene,
per venirti a cercare nel bene che ti voglio
per durare in eterno nel terno che non ho mai vinto.

E tu che fai ? Mi interroghi negli occhi
per scoprire dove si annidano la mia pazzia,
la mie fragilità, le mie passioni,
la forza che mi trascina in volo sognando
l’impossibile sentiero che mi stacca dalla terra.

La guerra, ormai lontana, ha perso i connotati,
i suoi ricordi che non fanno un tarlo per far impazzire
le giornate vissute come memorie di vita andata
come è andata lasciando le rovine ancora in piedi
senza quelle ombre che davano paura.

La notte sarebbe più tiepida se mi tirassi a te
e nella bocca un bacio a respirar lo stesso pensiero.


Gioacchino Ruocco

Ostia Lido                 07/02/2016

martedì 28 ottobre 2014

FERIE




E si tornava a casa come uccelli in fila sulla stessa rotta
come rondini ai nidi sotto le grondaie
nell’aria tiepida dei giorni dell’infanzia
a rinfrancare l’anima la sera
davanti l’uscio chi con le preghiere
chi con racconti di ieri e di oggi
sull'orologio del tempo che non tralascia mai
di portarci alla fine e all’illusione
di una eternità che dura invece solo una stagione.

Ritornavamo al nido a cinguettare
ripetendo il canto del fanciullo
ormai abbandonato per le strade di un paese
che soltanto alle ferie riportava i nostri cuori
ai giochi della sera, al crepitio dei fuochi,
a quei trastulli che ancora durano nei pensieri
come ancora felice nella notte
della disperazione e nelle incertezze,
alla ragione che non è mai ragione
quando si lascia un sogno per un altro
dentro una stazione che non parte
con le partenze di chi non ha un arte.

Chimere che avevano soltanto sere di ricordi,
ritorni con il cuore pieno di speranze,
conforti di sapori antichi
e lontananze che non avranno fine
ma solo requie che annullano distanze
che fino ad ieri erano per sempre.


Gioacchino Ruocco

Ostia Lido               28/10/2014
Inserita nella raccolta "Dal mio vocabolario"