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giovedì 8 maggio 2014

Imprevisto è stato il pensiero…




Imprevisto è stato il pensiero
che ha dilaniato la mia calma
che calma non era neppure apparente.
Sapevo da tempo
che il tempo che dura tutta una vita
mi avrebbe portato gioie e dolori
e avrei assaporato le mille sconfitte
che in dote mi avevi portato
come le mie che ti avevo donato
come versi di una poesia di mille speranze.

Cosa mi resta del mistero che ho appena svelato ?
Una pazienza che ancor non si arrende,
una sfida da sempre impari e amara
a immagine e somiglianza
di chi ogni giorno prepara
il sushi, i bignè, il pollo allo spiedo
per tenerci in vita sulla graticola
con tutti i contorni che nessuno rifiuta.

Altre illusioni ogni giorno
e la bocca è più amara,
più avara e più ingorda e le mille ferite
sono il miele, il naspro, la colla
che attacca la lingua alla mente
mentre la vita si fa più indecente
e le mani hanno perso la forza
per sognare quel che di concreto ci resta:
gli avanzi che andranno a male
come rifiuti speciali.


Gioacchino Ruocco

Ostia Lido          09/05/2014

Inserita nella raccolta “Odi e odii”

mercoledì 7 maggio 2014

Una memoria futura




Non sognavo di avere
una memoria futura,
ma a poco a poco
il tempo mi ha sorpreso
nel sonno
disteso dentro al letto
perso in un sogno disperato.

Stavo imparando
che una volta sveglio
avrei perso
il gusto ed il ricordo
del piacere
o il terrore di quello
che angustiava
la mente.

Inutilmente
ho cercato di aggrapparmi
ai palpiti del cuore
sperando che il piacere
o il dolore
non mi lasciassero
ai brividi del giorno.

Intorno, nella notte,
il silenzio della strada
appena rotto
dai rumori angoscianti
di residui di vita
ancora in giro
e per me un risposo
che sfioriva a tratti.

Dolori senza tregua
a immaginare un giorno
sempre più amaro
condiviso a forza.

Balorda la vita
che sottrae
gioie e speranze
senza darti una pena certa
da scontare.

Gioacchino Ruocco

Casalpalocco,   07/05/2014

Inserita nella raccolta “Odi e odii”

domenica 4 maggio 2014

Sono passati anni



Sono passati anni ,
ma mi è sembrato ieri
quando ti ho preso
di nuovo tra le braccia
al tuo ritorno.

Non era
come il gioco d’ogni giorno
quando si esce di casa
per lavoro.

Erano ore ed ore,
un infinito
come l’eternità.

Ieri eri ancora tu
che mi guardavi
fino a scrutarmi dentro
dove a lungo
io mi ero perso.

Perversa
ogni cosa
si era fatta
come le ombre
quando ti attardi
in esse.

Ieri, in un chiarore immenso,
tutto è tornato a splendere
sognando nuovamente
nel tuo amore.

Gioacchino Ruocco

Ostia Lido             05/05/2014

Inserita nella raccolta “Giorno per giorno”

Cosa t’invidia il vero ?



I colori sommessi
di una memoria
che si è raccolta
in immagini parziali,
la verità
che è una verità,
la tua,
nelle penombre
delle tue anime
cresciute
e abbandonate
nel tempo
che si è posato
senza rimpianti
dovunque
c’era un senso
d’afferrare
senza il rumore
di un grido,
di uno schianto,
di sfumature
ambrate
dal desiderio
della penombra.
La tua realtà
va rimuginando sostanze
che non sono
i paesaggi
che stanno fuori
e avanzano
pretese
di avanguardia
come la vita.
Contempli
senza rammaricarti
del tempo
che passa
fuori,
là fuori.

Gioacchino Ruocco
Ostia lido  05/05/2014

Inserita nella raccolta “Reportage”


Dedicata a Francesco Varlotta: pittore.

sabato 3 maggio 2014

Noi che non abbiamo…




Noi che non abbiamo niente di spirituale
se non la nostra illusione di esseri pensanti
ci siamo da tempo persi in un paesaggio
che ci porta ad assumere atteggiamenti diversi.
Ora nature vive, ora morte e in mezzo
le avventure di una vita che interpreta
le nostre posture come immagini di un sogno
che dura in attesa che la congiura
giunga al temine e ci sveli
il vero senso del profumo di un limone,
di quattro passi al sole,
dell’amore che ti do e che mi dai,
del mare che fa inutili tempeste
per riprendersi la terra su cui stiamo
sempre più in alto o a volte troppo in basso.
D’inverno mi perdo nella neve,
acqua che non è ancora capace
di annegare il mondo,
freddo che ancora non ghiaccia i nostri cuori
come quando saremo morti all’addiaccio.
Aspetto che tu mi passi accanto
per risvegliare il suono e la memoria delle parole
che la tua immagine accompagna
per far di me l’eco del tuo eco
che di valle in valle va popolando il mondo,
nervo che vibra e canta col suono che risveglia
i sensi che nel richiamo ritornano a sognare
le vie da cui arrivarono perdendosi
e ancor non sanno dove.

Gioacchino Ruocco
Ostia Lido
     
Inserita nella raccolta “Odi e odii”      


giovedì 1 maggio 2014

Programma elettorale




L’Italia è uno strano paese:
alla fine del mese piangono tutti
ma i farabutti son sempre i primi
nel cuore dei molti.
C’è sempre una lira o un euro
ad avere il colore del nero
che fuori della miseria
sta a fare baldoria.
A memoria ricordo,
ero appena bambino
che il vicino di casa
per farla
chiudeva la porta di casa,
ma quando piangeva
e si disperava
la porta era aperta
per chi ascoltava
e portava qualcosa
anche solo un’inezia.
Quel qualcuno
che veramente sta male
fa il gioco di tutti.
Hai voglia a essere onesto!
Sei l’unico fesso
che resta sulla faccia del mondo
anche lui mezzo inclinato
dalla parte di chi è sempre stato
a prendere il sole
e sproloquia con belle parole:
vuole fare il mondo più bello
dopo aver messo col culo per terra
l’intera nazione.


Gioacchino Ruocco

Ostia Lido       02/05/2014

questo tuo chiedere e dare amore

questo tuo chiedere e dare amore, 
questo tuo essere oltre le cose, 
oltre persino i pensieri,
oltre ogni conosciuta ,
indefinita , 
a noi accessibile realtà. 
Tu sei quel che l'infanzia dischiuse 
mentre il tunnel nero della vita avanzava. 
Solo chi ricorda quei celati, 
strenuamente difesi paradisi infantili,
solo chi ricorda la musica interiore 
e l'attimo in cui manciate di terra nera 
l'interruppero, 
solo chi seppe salvarne l'eco...
...potrà riconoscerti e farsi riconoscere. 

marcellina ruocco