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domenica 19 febbraio 2017

In attesa di quella…





Ti auguro una buona giornata
in attesa di quella
che sarà veramente.
I pensieri che mi assillano o mi assalgono
fanno le notti brevi, corte
sotto una coltre scompigliata
dal voltarmi e rivoltarmi dentro al sonno
che non trova requie.
Fosse soltanto il paesaggio intorno
lo rifarei in un giorno
senza aspettare gli anni degli affari,
senza i danari del tradimento
che un soffio di vento
potrebbe scompigliare.
Non ti ho tradito mai,
neppur soffrendo il mio languore
che eterno arriva
fino a mezzo giorno,
neppure nella mia pazzia
fatta di filastrocche
e a volte gnocchi
che vanno bene a pranzo.

Ogni notte è la stessa storia:
cadute verso il basso
o nella salamoia
che conserva le pene fino alla noia.
Vorrei un giorno eterno
con un contorno
che non ha pene da farmi consumare.

Ogni tanto vorrei guardare il mare
senza pensare a fughe
e ragionar con lui dei mali miei.
il fresco torrente forse era meglio.
Veniva giù dal Paradiso sveglio
raccontando di voli a planare
e risalite nelle correnti tiepidi
che nella valle sotto si addensavano.

Soffrendo il caldo
vivevo a volte come una marmotta
che guarda un’aquila volare
persa nel volo senza indovinare la sua preda
mentre l’acqua scorreva sotto i piedi
a rinfrescar le voglie
che addensavano gli acidi urici del giorno.

Gioacchino Ruocco

20.02.017             Ostia Lido   




          


Torrente Orco (Piemonte)






mercoledì 23 dicembre 2015

Se dovesse tremare ancor la terra…






Se dovesse ancora tremare la terra
vienimi incontro a prendere
e portami dove il mio destino vuole
onde siccome suole questo paese
che a volte si ridesta e a volte cede
alla natura da sempre insicura coi sui affanni.

Io vesto ancora i panni del dolore,
dell’abbandono, di una vita che non vuole
piegarsi al destino avverso
destinato a noi due
accomunati  da sempre

in un amore diventato eterno e irriducibile
che ancora ti cerca nelle pieghe del tempo,
nelle crepe dei muri, nell’alito del vento
che ti portava in alto a farti vivere
il mito che ti rubava l’anima.

Ritornerò appena è primavera
sul tuo appennino con la preghiera
al passo col mistero di sentirti affianco
nelle ore che l’amore ci donava
e nel ricordo che ancora mi ritempra.

Come un pastore verrò appresso al pianto
a cercare la pecorella smarrita chi sa dove,
per ritrovarti come un santo a dare tregua
ai miei ricordi, ai giorni di pene e di sconforto
e a quelli di luna piena che ti stringevano a me
nell’abbraccio del mio amore forte.


Ostia Lido                  2015/12/23
Inserita nella raccolta “Aquila forever”