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mercoledì 23 dicembre 2015

Se dovesse tremare ancor la terra…






Se dovesse ancora tremare la terra
vienimi incontro a prendere
e portami dove il mio destino vuole
onde siccome suole questo paese
che a volte si ridesta e a volte cede
alla natura da sempre insicura coi sui affanni.

Io vesto ancora i panni del dolore,
dell’abbandono, di una vita che non vuole
piegarsi al destino avverso
destinato a noi due
accomunati  da sempre

in un amore diventato eterno e irriducibile
che ancora ti cerca nelle pieghe del tempo,
nelle crepe dei muri, nell’alito del vento
che ti portava in alto a farti vivere
il mito che ti rubava l’anima.

Ritornerò appena è primavera
sul tuo appennino con la preghiera
al passo col mistero di sentirti affianco
nelle ore che l’amore ci donava
e nel ricordo che ancora mi ritempra.

Come un pastore verrò appresso al pianto
a cercare la pecorella smarrita chi sa dove,
per ritrovarti come un santo a dare tregua
ai miei ricordi, ai giorni di pene e di sconforto
e a quelli di luna piena che ti stringevano a me
nell’abbraccio del mio amore forte.


Ostia Lido                  2015/12/23
Inserita nella raccolta “Aquila forever”

domenica 1 marzo 2015

Ora, adesso…





Dal sito dell'artista

Toscanaccio



Ho costruito un varco nell’anima
e sto facendo un buco nel cielo
per chi ha voglia di andare
oltre il velo delle nuvole
che a volte lo confondono
con la realtà dei fatti.
La storia che racconto
è l’essere vivente che hai difronte a te
in mille immagini lasciate sul percorso
che con mille perché
s’è rovinato la vita
dando di testa
fino alla follia.
Pinocchio che mi ha preceduto
sentiva nel suo legno la bugia.
Voleva credere ma la gente
che non aveva voglia di sognare
lo lasciava andare
dietro alle illusioni come un malvivente.
Versi dannati
o di annata
come una lezione di Dante
fino al Paradiso
quando riuscimmo a rivedere le stelle
come mostri dalle ascelle maleodoranti.
Artista imbelle,
artista senza Dio
dopo averlo cercato invano
con la fantasia
e il desiderio di scavalcare i monti e le nuvole,
il cielo e la terra.
Ora penso di aver trovato
quello che cercavo
la via di mezzo che accontenta tutti,
un punto di riguardo
per guardare il mondo
solo con un piede nell’aldilà
per disegnarvi le mie verità
che ho lasciato a metà nella mia vita:
anime perse ed io con loro
astratto e dissacrante
fino alla noia dell’ebreo  errante,
di un’ombra persa
per un colore denso di meraviglie
di sentimenti forti
contro la ragione
razionalmente morta, sconfitta,
senza più prospettiva
o l’inganno dell’occhio
che ha trovato finalmente il papocchio
che esplode in meraviglie visive
in incanti nuovi, surreali, inattesi,
impensabili
per i disabili e quelli a due gambe,
a tre ruote,
le teste piene o vuote di nuove fantasie.
Ho lavorato contro la ragione.
contro la pietà del mondo
per un pensiero mio
per liberarlo dal falso pudore di quello
che mi stava togliendo il respiro
nel calore del colore rovente
del mio crogiolo,
lacerato e distratto da voci
confuse e pretese di verità assolute
mai giunte e svelate.

Gioacchino Ruocco          
Ostia Lido                  01/03/2015

Inserita nella raccolta "Forever"

Dedicata a Giuseppe Scapigliati in Arte Toscanaccio
venuto a mancare a Ostia  il  06/02/2015





sabato 28 febbraio 2015

Ora, adesso…



Ho costruito un varco nell’anima
e sto facendo un buco nel cielo
per attraversarlo,
per chi ha voglia di andare
oltre le nuvole
che a volte lo confondono
con la realtà dei fatti.
La storia che racconto
è difronte a te.
È l’essere vivente che hai difronte a te
che con mille perché
s’è rovinato la vita
dando di testa
fino alla follia.
Pinocchio che mi ha preceduto
sentiva nel suo legno la bugia.
Voleva credere ma la gente
che non aveva voglia di sognare
lo lasciava andare
dietro alle illusioni come un malvivente.
Versi dannati
o di annata
come la lezione di Dante
fino al Paradiso
quando riuscimmo a rivedere le stelle
come mostri dalle ascelle maleodoranti.
Artista imbelle,
artista senza Dio
dopo averlo cercato invano
con la fantasia
e il desiderio di scavalcare i monti e le nuvole,
il cielo e la terra.
Ora penso di aver trovato
quello che cercavo,
la via di mezzo che accontenta tutti,
un punto di riguardo
per guardare il mondo
solo con un piede nell’aldilà
per disegnarvi le mie verità
che ho lasciato a metà nella mia vita:
anime perse ed io con loro
astratto e dissacrante
fino alla noia dell’ebreo  errante,
di un’ombra persa
per un colore denso di meraviglie
di sentimenti forti
contro la ragione
razionalmente morta, sconfitta,
senza più prospettiva
o l’inganno dell’occhio
che ha trovato finalmente il papocchio
che esplode di meraviglie visive
di incanti nuovi, surreali, inattesi,
impensabili
per i disabili e quelli a due gambe,
a tre ruote,
le teste piene di nuove fantasie.
Ho lavorato contro la ragione,
contro la pietà del mondo
per un pensiero mio
per liberarlo dal falso pudore di quello
che mi stava togliendo il respiro
nel calore del colore rovente
del mio crogiolo,
lacerato e distratto da voci
confuse e pretese di verità assolute
mai giunte e svelate.

Gioacchino Ruocco          
Ostia Lido                  01/03/2015

Forever
Dedicata a Giuseppe Scapigliati in arte Toscanaccio

lunedì 16 febbraio 2015

Ormai son solo....

…

Ormai son solo,
vado dove voglio,
ma come uno sbaglio
ripeto il pensiero
dell’ultima sera
passata assieme
ancora a litigare
per non lasciare
questa città
per andare a vivere
al mare.
Ostinatamente
io che il mare
non l’adoro
e tu che le brezze
dei monti
lasciavano sfinita.
Saremmo tornati
a fine settimana
portando a valle
quello che i monti
avaramente
tengono per se,
portando al monte
l’odore dei pascoli
come una transumanza
che nell’aria di mare
si ritempra
nei sorrisi del sole
a fondo valle.
Ti accompagnai a casa
con la voglia che mi tenne
fuori della porta
per ripensare
a quello che dicevo
mentre finiva alle mie spalle
il mondo che un po’ mi tratteneva
stretto nelle tue mani
che non volevano
lasciarmi andare
per portarmi con loro.
Ora non so che fare !
Dal monte al mare
senza aver deciso
anche se il mare
fa buon viso
al mio cattivo gioco.

Gioacchino Ruocco

Ostia Lido 16/02/2015
Inserita in “Aquila forever”