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lunedì 30 novembre 2015

Oggi avrei voluto..










Oggi avrei voluto scrivere una poesia
per dare sollievo a chi mi legge
ma mi sono trovato tra le mani
la mia disperazione, la mia vita
che sta andando a pezzi.
Volevo rallegrarti, rallegrare il mondo

con il mio sorriso sempre sul labbro appeso
e invece son ritornato indietro
sbranato dai ricordi della guerra,
dalla bocca di cani famelici
e dalle mani di uomini
che profanavano ogni mio pensiero,

le viscere e i sentieri della mia innocenza.
Ogni mio ricordo é un sentiero
perso per gente come me allo sbando
dagli accidenti della sopravvivenza
che li rompeva ad ogni compromesso.
Il mondo non era più lo stesso

neppure con le lacrime agli occhi
per i tanti lutti portati dalla guerra.
Era gente come tanti
che non cercavano la gloria ad ogni costo,
scavando nella miseria degli altri, nei vizi 
che rompevano steccati di onestà eterna,

nel lavoro che dava appena un po’ di pane
magro di tutto e asfittico di idee e di speranze.
In ogni casa c’era un freddo amaro
che ghiacciava le ossa.
Eravamo come un grappolo d’uva asciutto.
Uno affianco all’altro per non morire

senza il ricordo della nostra appartenenza.
Rovistammo invano nelle credenze,
nelle stalle affianco
ma anche lo sterco era una sostanza spenta
che lenta rimetteva le sue essenze
ad una terra assente di speranze.

Profanati restammo fino a svanire,
fino a quando tornò a crescere tra l'erba
il canto degli uccelli, le lumache
nell'umido che riportò l'idea della vita
a farsi nuovamente strada al cuore 
che batteva irrequieto e vivo ancora.  

Gioacchino Ruocco

Ostia Lido                         2015/11/30






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