Il rumore che tiene sveglio il mondo
lo sento nel cuore anche quando dormo.
Senza rumore, senza la parola
non avrebbe senso, non avrebbe
consenso
tutto il suo da fare.
Per questo grido la mia rabbia e la mia
gioia,
il mio dissenso e il mio assenso
quando dico di amarti
per rinnovarti il mio amore,
quando ti sto vicino nel tepore
delle tue braccia
ch'è diverso dal mio
per farti sentire la vita e i pensieri
che nascono dal mio desiderio,
dall’incanto di un abbraccio strenuo,
ma dolce,
per farti tutto il male di cui l’amore
ha bisogno
per essere vivo,
per guardare quello che vediamo
davanti ai nostri occhi
con la recita di gesti
ai quali affidiamo le carezze da
donare
con forza per allontanare da noi
le minacce avverse che ci farebbero
male.
Trova una parola che non sia amore.
Anche l’odio quando è una ragione
è pronto a tramutarsi come il
temporale
che inonda e porta via le cose che
incontra,
anche dove la ferita si fa profonda
e sembra perdere il volto del piacere
nel fremito che scuote i nostri gesti
al percepir la vita che ritorna
a distendersi affianco uno dell’altro
in un riposo che asseconda l’anima
nel suo ricrearsi
e s’addormenta sicura di risvegliarsi
ancora
dovunque persiste la voce del creato,
la voce che si rinnova dove il rumore
esiste.
Gioacchino Ruocco
Ostia Lido 2015/12/10
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